La via dei Rifiuti Zero tra funghi di caffè e prodotti no logo

Antonio è un agronomo abbruzzese, Vincenzo è un architetto di Napoli. Fondendo le loro esperienze, dalla strategia Rifiuti Zero agli interrogativi che ti poni quando vivi in Campania, si sono gettati a capofitto in un’impresa di economia circolare per la produzione di funghi con gli scarti del caffè. In buona sostanza hanno dato retta a Gunter Pauli il teorico della Blu economy che da anni si sgola per convincere il mondo che l’unica soluzione per uscire dalla crisi dell’economia tradizionale basata sull’accumulazione, gli sprechi e la speculazione finanziaria è chiudere il cerchio, rispondendo ai bisogni dell’economia locale con ciò che si ha. Antonio e Vincenzo l’hanno preso così bene in parola che prima raccoglievano i fondi dei caffe dai bar, coltivavano i funghi e li rivendevano ai ristoranti attorno alla loro serra dell’Istituto Agrario di Firenze, ora hanno realizzato anche un kit per la produzione fai da te per coltivare funghi dopo essersi bevuto a casa un buon caffè

A Capannori, il primo comune in Italia ad adottare una delibera che punta ai Rifiuti Zero, ho trovato anche  un negozio Effecorta che facendo il verso alla catena della grande distribuzione, propone una varietà di prodotti alla spina rigorosamente senza marchio. Alessia è la titolare e mi descritto senza troppa enfasi la sua piccola rivoluzione che può portare molto lontano

Queste storie entrambe nate dalla visione di Rossano Ercolini, leader di Zero Waste Europe, che immagina un mondo senza rifiuti, li potrete vedere e approfondire in Riciclando il mio ultimo reportage inchiesta per Speciale Tg1 che andrà in onda domenica 5 febbraio alle 23.30 su Raiuno

 

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