Natura nel piatto è pronto al decollo

Con il mio amico Germano Satiri che ha curato il montaggio di Natura nel piatto (segnate in agenda: Speciale Tg1 domenica 28 gennaio, a mezzanotte circa) possiamo finalmente andarci a bere una birra: dopo 40 giorni di lavoro tra cui qualche nottata il reportage è pronto ad andare in onda. Accompagnati da Vivaldi, Mozart e Beethoven vedrete un’Italia contadina che cerca con amore e passione di fare un’agricoltura sana e pulita.

Dalle Alpi a Capo Passero introdotti da Giovannino Bernabei, il contadino che fece avere a Michelle Obama i semi per il suo orto alla Casa Bianca, toccheremo con mano che policoltura, rotazioni e compost (pratiche che i contadini conoscono da millenni) riescono in pochi anni a restituire fertilità ai terreni agricoli desertificati da sessant’anni di agrofarmaci. Lo vedremo a Rovasenda, nel Vercellese, dove la famiglia Stocchi da oltre dieci anni pratica la policoltura Ma.Pi (il sistema agronomico di Mario Pianesi il fondatore di Un Punto Macrobiotico) producendo un riso senza chimica e risparmiando ogni anno novantamila euro tra agro-farmaci e passaggi di trattore per spargerli nei campi. E lo vedremo in Sicilia, tra Ragusa e Siracusa, dove la policoltura basata sui grani antichi era la regola e dove il pastaio Giorgio Minardo è riuscito a convincere molti contadini a piantare Timilia e Russello, due varietà di frumento autoctoni, innescando una filiera che fa bene alla terra e fa bene alle casse dell’aziende agricole schiacciate dalla globalizzazione. A Novi Ligure, in provincia di Alessandria, incontreremo Stefano Bellotti, produttore di vino biodinamico che ci spiegherà come e perchè vigne e cantine sono state colonizzate dalla chimica e come, invece, è possibile farne a meno tornando a fare il vino come una volta.

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