Scelta naturale, scelta consapevole

Mi hanno molto colpito queste parole di Filippo Bosco. Erano i primi di giugno quando ho incontrato questo medico agrigentino trapiantato a Pisa, appassionato di agopuntura sin da quando era ragazzo: “un giorno tornando a casa dopo scuola mi fermai in una libreria e scorrendo i manuali universitari presi a sfogliarne uno di agopuntura. Mi colpì una delle frasi dell’introduzione: l’agopuntura non ammette mediocrità”. Dalla prima fascinazione per l’agopuntura alle prime anestesie con l’elettro-agopuntura e l’omeopatia al posto degli oppiacei per controllare il dolore, il passo non è stato poi così lungo. Si fa per dire, naturalmente perchè Bosco si è dovuto prima laureare e specializzare e poi iniziare le prime pratiche in sala operatoria. Però quella frase sulla mediocrità che dovrebbe valere per  tutte le pratiche mediche, gli ha dato l’imprinting.

L’incontro con lui e le sue pazienti alle prese con il tumore al seno è avvenuto per caso, del tutto imprevisto, grazie ad uno degli operatori di ripresa che mi hanno accompagnato in questo viaggio nel mondo della medicina naturale. “Sai che mia moglie si cura il tumore alla mammella integrando la chemioterapia con pastiglie a base di funghi giapponesi?”. Il racconto di questa donna ricercatrice in geografia che non si da per vinta e trova su internet la strada per alleviare gli effetti collaterali della chemio mi colpì al punto che ascoltare le parole dell’operatore e attivarmi per parlare con il suo medico curante fu tutt’uno. Così ho conosciuto Filippo Bosco, un incontro che mi è servito per tirare fuori le conclusioni del mio reportage In natura (domenica 1 luglio 2018 alle 23.30 su Raiuno): medicina integrata e  maggior attenzione al paziente, possono aiutare la Medicina della sanità pubblica a superare quella crisi di sfiducia che secondo l’Eurispes il malato prova nei suoi confronti.

La disanima della micoterapia che Bosco ha messo a punto in associazione alla chemio è finita in secondo piano rispetto a quello che è diventato il tema della conversazione: il rapporto del malato con l’Istituzione Salute e con l’assertività di molti medici super specializzati che non guardano al di là del proprio orticello di cura. Ed ecco che a sostegno di quello che dicevano le sue pazienti circa il modello di cura che avevano trovato nel reparto di Senologia dell’Ospedale Santa Chiara, Filippo Bosco chiosa le parole delle sue pazienti entusiaste con quell’affermazione estratta da In natura: il miracolo non sono state le cure…. la domanda dal basso di una medicina diversa è stata raccolta dall’alto….questo è stato il miracolo

Tornato a Roma per iniziare il montaggio quella frase mi ha accompagnato lungo tutta la stesura di In natura perchè ho ritrovato analoghe riflessioni in tutte quelle che erano state le tappe di questo viaggio nella medicina naturale da Gela a Milano. La frase di Bosco chiude il cerchio nel vero senso della parola perchè è stato pronunciata con l’ultimo ciack di In natura. Il percorso per la realizzazione del reportage era iniziato a Spoleto a fine aprile. Il primo giorno di riprese lo avevamo trascorso alla Biblioteca Comunale con Simonetta Marucci a consultare antichi erbari. La conversazione girava attorno al rapporto medico paziente nella medicina contemporanea quando Simonetta mi disse una frase che mi ha consentito di tessere un filo diretto tra le sue parole e quelle che Bosco pronuncerà quasi al termine del documentario (chiosato a sua volta da Francesco Negro endocrinologo e omeopata romano).

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